RAPPORTO TOSCANA 2010 SUI SERVIZI PER IL LAVORO

Il Rapporto annuale della Regione Toscana sui servizi per il lavoro è stato presentato lo scorso ottobre nel corso di un convegno a Lucca. Si tratta di una ricerca che descrive la funzione ed il ruolo dei servizi per il lavoro e la loro capacità di erogare le misure di formazione e politica attiva in una fase di crisi di particolare gravità. Il sistema toscano costituisce da anni un modello evoluto e ben definito, che si appoggia a una rete diffusa di centri per l’impiego provinciali e sulle agenzie accreditate, attive soprattutto nell’ambito della formazione. L’investimento sui servizi pubblici in questi anni è stato costante e ha visto la piena collaborazione delle parti sociali.
La Regione Toscana ha inoltre costruito ed alimentato un rapporto forte con gli Enti bilaterali e con i Fondi interprofessionali. Questi hanno impegnato nel 2010 le risorse destinate al reimpiego dei cassaintegrati e dei lavoratori in mobilità in modo coordinato con la programmazione regionale, sulla base di un protocollo di intesa che è ormai un riferimento importante.
Le risorse per le politiche attive sono state impegnate nel 2010 in larga parte per sostenere i percorsi di occupabilità destinati ai lavoratori colpiti dalla crisi. I risultati sono stati notevoli, sia per l’impegno e il coinvolgimento dei centri per l’impiego che per la sinergia con i Fondi interprofessionali. Tutti i centri per l’impiego toscani realizzano il patto di servizio e la presa in carico dei disoccupati, promuovono direttamente le misure di politica attiva, erogando voucher, pacchetti formativi on demand ( carta di credito formativo) e altre misure sperimentate con successo in questi anni. Nel biennio 2008-2009 i centri per l’impiego toscani hanno realizzato una presa in carico di 67mila fra lavoratori e disoccupati, a fronte di una domanda sempre crescente.
Interessanti i risultati nella gestione delle misure per i lavoratori in crisi. Dal maggio 2009 i centri per l’impiego toscani hanno ricevuto e preso in carico circa 28mila lavoratori, a cui sono stati attribuiti ed erogati circa 120mila percorsi di politica attiva. Si tratta di un impegno serio a cui corrispondono risultati reali e verificabili, rafforzati dagli interventi delle imprese toscane sui lavoratori a rischio avviati con le misure complementari promosse dalla bilateralità.
I dati mostrano anche la necessità di migliorare i servizi alle imprese. Più del cinquanta per cento delle imprese toscane si rivolge abitualmente ai centri per l’impiego, anche per la ricerca del personale, ma solo il cinque per cento delle opportunità di impiego in Toscana passa da essi. In ogni caso, il modello toscano mostra come una regia provinciale dei servizi per il lavoro e l’animazione dei soggetti privati e sociali costituiscano davvero una modalità funzionante per sostenere il mercato del lavoro e lo sviluppo del territorio.